FEELING BLUE.

 

ADOLESCENZA E DEPRESSIONE

 

Ti posso immaginare tutta sola, abbandonata

sul marciapiede, tra tutti quegli addii

sento fischiare il treno

sento fischiare il treno

è così triste il fischio di un treno la sera.

(trad. J´entends siffler le train, Hedy West, 1962)

 

L’adolescenza è definita come un’età critica, i compiti evolutivi che il ragazzo si trova ad affrontare sono numerosi.

 

Accettazione dei propri limiti

 

Messa alla prova delle proprie competenze relazionali

 

Sperimentazione della dimensione della sessualità con temi legati anche all’identità sessuale

 

 Maggiore autonomizzazione rispetto alle figure di accudimento

Il supporto e il feedback dell’adulto è centrale e deve fare i conti con necessità differenti.

I conflitti fanno parte di questa riconfigurazione e a volte sono di difficile gestione, tuttavia contribuiscono a una differenziazione necessaria che a volte passa anche dalla contestazione e da atteggiamenti sfidanti.

Molti studi hanno sottolineato la necessità di porre attenzione ai segnali che vanno nella direzione di un quadro depressivo nell'adolescente. In questo periodo di transizione l’oscillazione tra stati depressivi non è sempre patologica ma affrontarla nella sua valenza specifica e dargli il giusto spazio rappresenta un forte fattore di protezione.

Accogliere questa sofferenza e permettere la sua espressione fornisce un importante paracadute in un periodo di crisi, ma getta anche le basi per un’esperienza relazionale in cui ci si possa sentire contenuti e al sicuro.

  

Spesso nei più giovani i sintomi depressivi possono passare in secondo piano o inosservati quando si manifestano attraverso un ritiro dalla vita sociale o l’evitamento (es. non affrontare situazioni nuove, difficoltà a fare nuove conoscenze).

 

A volte il ritiro è favorito da uno stile di vita fortemente connesso all’uso di mezzi tecnologici che fanno da filtro e portano il ragazzo a trascorrere molto tempo in casa spendendo gli spazi di socialità in modo virtuale. In alcuni casi un uso massiccio di questi mezzi potrebbe favorire fenomeni dissociativi che potrebbero avere una funzione di difesa attraverso cui la persona prende le distanze dalla realtà, vissuta come troppo pesante e fonte di sofferenza, con un accentuato senso di inadeguatezza e bassa self-efficacy (es. paura di “non riuscire”).

Ci si può isolare in molti modi, anche in forme socialmente accettate, ma che possono essere degli indicatori significativi, come ad esempio attraverso l’uso protratto di dispositivi per ascoltare musica, che favorisce a vari livelli un isolamento. Altri indicatori potrebbero essere perdita dell’iniziativa, della concentrazione negli studi, insuccessi scolastici, disturbi del sonno o dell’appetito.

 

In questa fascia d’età sono molto frequenti le somatizzazioni: è il corpo a parlare in una via più diretta di quella cognitiva che comporterebbe strumenti di elaborazione non del tutto consolidati in questa fase del ciclo di vita.